Candele Giapponesi: Come leggere i grafici 2020

Leggere una candela giapponese è molto semplice, anche si inizialmente può sembrare complicato. Per fare questo bisogna acquisire alcune piccole informazioni. Una candela giapponese sintetizza l’andamento di un asset riferito ad un determinato timeframe, cioè ad un periodo di tempo. E’ possibile impostare differenti timeframe, si parte da 60 secondi fino ad arrivare ad uno o più anni. E’ ovvio che a seconda del timeframe impostato cambiano anche i risultati.

Per leggere correttamente una candela abbiamo bisogno di spiegare alcuni concetti:
• Real body
• Prezzo di apertura
• Prezzo di chiusura
• Prezzo di minimo
• Prezzo di massimo
• Upper Shadow
• Lower Shadow
• Differenza dei colori

Il real body indica il corpo centrale della candela, la quale è formata appunto da un corpo e da due ombre chiamate anche Upper Shadow (ombra superiore) e Lower Shadow (ombra inferiore). L’ upper shadow indica l’asticella superiore, mentre la lower shadow quella inferiore.

candele giapponesi

Il prezzo di apertura (open) indica il prezzo di apertura del titolo, quindi il prezzo iniziale, mentre il prezzo di chiusura (close) il prezzo finale del timeframe selezionato. High e low indicano invece il prezzo massimo ed il prezzo minimo che l’asset ha raggiunto durante il timeframe selezionato.

Il corpo della candela è variabile e dipende dagli scambi che sono avvenuti durante il timeframe selezionato, maggiore è la differenza tra prezzo di apertura e prezzo di chiusura, più grande sarà il real body.

Solitamente vengono utilizzati due coppie di colori, rosso-verde, oppure nero-bianco. Il verde è equivalente al bianco, mentre il nero al rosso. I due colori indicano il differente andamento dell’asset all’interno del timeframe definito. Le candele bianche o verdi hanno un prezzo di chiusura superiore a quello di apertura, quindi all’interno del periodo di tempo selezionato il valore dell’asset ha subito una crescita. Le candele nere o rosse invece, presentano un prezzo di chiusura più basso rispetto a quello di apertura, ciò indica al contrario del caso precedente, un trend negativo, cioè una perdita di valore dell’asset.

La storia delle Candele Giapponesi Candlestick

candele giapponesi

Le candele giapponesi sono senza ombra di dubbio uno degli strumenti base di analisi tecnica più potenti che possano essere utilizzati per il trading. Le loro orinigi risalgono ormai a circa 3 secoli fa, grazie all’inventore giapponese Sokiu Munehisa Honma, nato nel 1724 e fregiato del titolo di Samurai grazie ai suoi contributi.

Fin dal suo inizio, le candele giapponesi risultarono un valido strumento d’analisi, anche se in origine vennero utilizzate per misurare l’andamento dei prezzi del riso. Nel trascorrere degli anni, l’ideatore diventò un abile trader e consulente finanziario di alto livello, lavorando anche per il Governo Giapponese e formando un impero finanziario. Ciò è la lampante dimostrazione di quanto un piccolo e semplice strumento sia in grado fornire importanti informazioni.

Il suo sviluppo in Europa è avvenuto però solo di recente, grazie al contributo di Steve Nison. Negli anni, altri traders e studiosi hanno fornito il loro contribuito, arricchendo il bagaglio di conoscenze sull’argomento e rendendo le candele giapponesi il primario strumento di analisi tecnica.

Ma perchè una tale attenzione verso le candlestick?

Le candele giapponesi assumono diverse forme, ogni forma assieme ad altre forme producono delle serie di candele, quindi di formazioni che rappresentano un preciso movimento di mercato e il risultato del comportamento umano.

Ogni candlestick indica qualcosa, fornisce un’ informazione, spiega la psicologia del mercato e degli investitori e assieme ad altre candele creano delle formazioni che permettono uno studio più approfondito delle dinamiche di mercato. La candela è il risultato di un determinato andamento relativo ad un periodo di tempo (un timeframe).

E’ risaputo che il comportamento umano segue delle logiche e delle regole apparentemente assenti, ma che nella realtà, di fronte a circostanze identiche, tende a ripetersi allo stesso modo. Questo significa che anche se il mercato pare muoversi a casaccio, in realtà segue delle precise logiche perché il comportamento umano è prevedibile, e grazie alle candlestick e ad altri strumenti di analisi è possibile anticiparne i movimenti.

Candele Giapponesi spiegate in maniera semplice: Esempio pratico

Abbiamo visto prima come sia facile leggere una candlestick, adesso continuiamo a capirle e vediamo di comprendere concretamente come si forma una candela Giapponese con un esempio pratico.

Ricordiamo ancora una volta che per leggere correttamente una candela abbiamo bisogno di comprendere alcuni termini:

• Timeframe – intervallo di tempo
• Real body – o corpo della candela
• Prezzo di apertura
• Prezzo di chiusura
• Prezzo di minimo
• Prezzo di massimo
• Upper Shadow – o amche ombra superiore
• Lower Shadow – o anche ombra inferiore
• Differenza dei colori

Ogni candela misura l’andamento di prezzo di un titolo, di un cross di valute, di una materia prima, di un indice e così via e sono sempre divise in due colorazioni differenti, ad esempio verde/rosso oppure bianco/nero, questi sono i colori che vanno per la maggiore. Il verde e il bianco indicano una crescita di prezzo, mentre le rosse e le nere un calo.

Ogni candlestick si riferisce inoltre ad un dato intervallo di tempo (timeframe), ad esempio ad 1 minuto (M1), a 5 minuti (M5) a 15 minuti, a 30 minuti, 1 ora, 1 giorno, 1 mese ecc ecc. Quindi, se ad esempio si seleziona il timeframe M1, ogni candela del grafico indicherà l’andamento di prezzo del titolo selezionato relativamente a 60 secondi di tempo.

Prezzo di Apertura – Indica il prezzo del titolo quando inizia il primo secondo del timefrime (ecco perché di apertura), mentre quello di chiusura indica il prezzo finale (l’ultimo secondo del timeframe).

Prezzo di minimo e di massimo indicano invece il valore minimo e il valore massimo di prezzo che il titolo raggiunge all’interno del timeframe.

Upper Shadow – Indicano l’ampiezza tra prezzo di chiusura e prezzo massimo per le candele verdi, e l’ampiezza tra prezzo di apertura e prezzo massimo per le candele rosse.

Lower Shadow – Indicano l’ampiezza tra prezzo di apertura e prezzo minimo per le candele verdi, e l’ampiezza tra prezzo di chiusura e prezzo minimo per le candele rosse

Il Real body – o corpo della candela, indica l’ampiezza tra prezzo di apertura e prezzo di chiusura. Se questo è positivo si forma una candela verde, se negativo si forma una candela rossa.

candele giapponesi

Esempio:

Ipotizziamo di osservare il prezzo del titolo Microsoft relativamente ad un intervallo di tempo a 30 minuti, quindi con timeframe M30 (questo significa che la candela misura il prezzo durante questi 30 minuti). Per facilitare l’esempio, utilizziamo solamente numeri interi, ma nella realtà, i prezzi si muovono in pips (unità di misura dei tassi di cambio, graficamente è la quarta cifra decimale dopo lo zero) oppure in punti.

Supponiamo quindi che il prezzo di mercato di Microsoft sia di 17€. Questo è il prezzo di apertura.

Durante l’arco dei 30 minuti il prezzo cambia, prima aumenta a 21€, poi diminuisce a 16€ e infine giunge a 20€ a chiusura del timeframe. Come vedete, il prezzo di apertura è 17€, mentre il prezzo di chiusura è 20€ (candela verde). Il prezzo massimo che ha raggiunto è 21€, mentre il prezzo minimo è 16€.

Il titolo è passato da un prezzo iniziale di 17€ ad un prezzo finale di 20€, ma durante i 30 minuti non ha avuto una crescita costante e progressiva, infatti, aveva raggiunto il massimo di 21€, poi era calato a 16€, ma si è ripreso concludendo la crescita a 20€. Il titolo è comunque cresciuto, il prezzo di chiusura è superiore a quello di apertura, ecco perché si è formata la candela verde. Se il prezzo di chiusura fosse stato più basso rispetto a quello di apertura si sarebbe formata una candela rossa.

Il real body ha un’ampiezza di 3€, questo ci indica che in 30 minuti il titolo è cresciuto davvero tanto, mentre le Shadows (le ombre), hanno un’ampiezza di 1€, sia quella superiore che quella inferiore (prezzo apertura 17€ – prezzo minimo 16€ = 1€ lower shadow, mentre prezzo massimo 21€ – prezzo chiusura 20€ = 1€ upper shadow).

Il prezzo di chiusura di 20€, rappresenta il prezzo di apertura della candela successiva, questa sarà verde o rossa a seconda dell’andamento di prezzo nei 30 minuti successivi.

Adesso vediamo un grafico del reale andamento del titolo Microsoft di giorno 24 maggio 2013. Il grafico ha un timeframe M5 (a 5 minuti). Analizzando l’ultima candela verde si osserva che:

  • il prezzo di apertura è 34,14€
  • il prezzo di chiusura è 34,27€
  • il prezzo di massimo è 34,27€
  • il prezzo di minimo è 34,14€

In pratica si è formata una marubozu, cioè una candela senza ombre, sia superiore che inferiore, ovvero una candela con prezzo massimo che coincide con prezzo di chiusura e prezzo minimo che coincide con prezzo di apertura.

grafico a candele microsoft

Long e short candle – Candele giapponesi lunghe e corte

Abbiamo visto in precedenza come leggere una candela giapponese, adesso occupiamoci delle candele Lunghe e corte, dall’inglese Long candlesticks e short candlesticks. Queste candele si presentano con la presenza dell’ombra superiore (Upper Shadowe dell’ombra inferiore (Lower Shadow)questo significa che i punti di minimo e quelli di massimo non coincidono con i prezzi di apertura e chiusura del titolo.

Long Lines

Le candele lunghe si presentano con un real body molto pronunciato, quindi con un corpo abbastanza allungato. Lo screenshot in basso mostra un esempio di quanto appena spiegato. Ovviamente, la long white si riferisce ad un andamento al rialzo, mentre la long black al ribasso. Molto spesso, vengono utilizzati i colori verde e rosso in sostituzione rispettivamente del bianco e del nero.

Una long candle ci dice che all’interno del timeframe considerato, il titolo ha subito un forte movimento di prezzo, le candele verdi (o bianche) infatti, indicano che il prezzo di chiusura del titolo è molto superiore rispetto al prezzo di apertura. Ciò si traduce con una forte crescita di prezzo. Le candele rosse (o nere), indicano invece una situazione opposta, quindi una forte diminuzione di prezzo rispetto al prezzo di apertura.

candle long

Le Long Lines sono solitamente utilizzate per confermare un’inversione del trend; ad esempio, una long white candle individuata in una fase di massima crescita, o una long black candle individuata in una fase di massimo ribasso, offre un’alta possibilità che il trend sia giunto al capolinea e che esso sia in procinto d’inversione.

L’ampiezza del corpo non va considerata in termini assoluti, ma in relazione alla media delle altre candele. Questo significa che se l’ampiezza media del corpo delle candele precedenti è ad esempio di 150 punti, una candela con ampiezza di 300 punti è senz’altro una long line, mentre una candela con ampiezza di 100 punti non lo è.

Short lines

Una short line è una candela con real body molto corto, quindi con un’ampienza di prezzo tra prezzo di apertura e prezzo di chiusura poco importante. Una candela bianca corta indica che  il titolo è cresciuto molto poco nell’intervallo di tempo considerato, viceversa, una candela corta nera indica che il ditolo è diminuito di poco. Una short line ci indica allora una fase d’incertezza, nessuna categoria tra venditori e acquirenti riesce a prevalere sull’altra. Lo scrennshot in basso mostra degli esempi di candele corte

short candlesticks

Candlestick Doji line – pattern d’inversione

Una delle più frequenti candlestick è la Doji line, questa è una candela molto interessante e facile da riconoscere perché si presenta con un real body (il corpo della candela) praticamente assente, o in alternativa, con un real body microscopico, quindi irrilevante.

Le doji sono formazioni con prezzo di apertura e di chiusura identico, o comunque molto vicini, mentre le shadows si presentano a volte molto corte, altre volte particolarmente pronunciate. Graficamente la Doji assume la forma di una croce.

La doji assume diversi significati a seconda del contesto in cui viene analizzata:

1. In linea generale, la presenza di una doji segnala un mercato indeciso o congestionato. Poche doji nella serie storica indicano incertezza, mentre un numero ricorrente indica congestione. Questa seconda ipotesi si spiega dal fatto che nella doji il prezzo di apertura dell’asset coincide con quello di chiusura, e molto spesso anche le shadows sono poco pronunciate o assenti. Tale segnale diventa più preciso e si rafforza se la doji è seguita o e preceduta da altre doji.

2. Se presa in altri contesti, la doji può anche anticipare l’inversione di un trend, ad esempio, quando segue una long candle, in questo caso infatti, può essere intesa come la conclusione del trend in atto. Tuttavia, tale informazione si rafforza se la candela successiva conferma l’invesrsione. Per evitare falsi segnali, è bene associare all’analisi anche l’utilizzo dell’RSI.

Come pattern d’inversione, la doji funziona meglio durante un trend al rialzo, soprattutto se si forma dopo una white long line, cioè dopo che il mercato ha dato una forte spinta al rialzo. In questa circostanza, la doji ci indica che dopo una situazione di ipercomprato, ed un conseguente all’ungo finale (white long candle), il mercato è entrato in una fase di transizione (la doji appunto). Mentre con candele ribassiste, il segnale è meno preciso.

Il suo utilizzo

Le doji vanno usate per analisi di medio periodo, o quantomeno non al disotto di time-frame a 30 minuti. Accade spesso infatti, che il prezzo di alcuni asset si muova poco, e con time-frame a 1, 5 o 15 minuti la presenza di doji line sia elevata.

Le diverse figure

Esistono diverse figure che danno vita ad una doji line, ciò dipende dal real body e dalle shadows. L’ immagine rappresenta le 4 ipotesi più ricorrenti.

doji line candlestick

Doji line: Si presenta con real body assente o molto piccolo (candela di colore verde o rosso) e con upper e lower shadow corte.

Long Legged Doji: Si presenta con real body assente o molto piccolo, ma a differenza di una doji line normale, le shadows sono molte lunghe. La long doji rappresenta una forte oscillazione di prezzo all’interno del time-frame considerato, ma con prezzo di apertura identico a quello di chiusura mostra particolare indecisione.

Gravestone e Dragonfly Doji: Si tratta di due doji particolari, infatti, mentre entrambe si presentano con real body inesistente, la Gravestone ha una lunga upper shadow e manca di lower shadow, la Dragonfly, viceversa, ha una lunga lower shadow e manca di upper shadow.  Entrambe le candele sono pattern d’inversione. Se posizionata dopo un trend rialziata, la Gravestone indica un’inversione verso il basso. La Dragonfly Doji è l’opposto della Gravestone

Four priced doji: E’ una candela di poca importanza, la totale assenza di shadow e un real body insignificante o anch’esso assente, indica semplicemente che il mercato è fermo. Tale pattern indica poco o nulla.

Saper uscire dal mercato con le barre Doji

doji candlestick

Spesso ci si concentra sui segnali di ingresso nelle Strategie di Trading Online. Ma è importante anche capire come uscire dal mercato, altrimenti si rischia di vanificare tutto lo sforzo che si è fatto per individuare la giusta tempistica di ingresso.

Ecco perché oggi ci dedicheremo anche alla giusta performance di trading all’uscita del mercato, anche se in termini un po’ intuitivi. Ognuno, poi, può coltivare il suo stile personale.

Quali sono i segnali più importanti di uscita dal mercato?

E’ da premettere che bisogna saper uscire anche quando purtroppo si entra nel panico, in quanto si capisce di non avere piazzato la scommessa giusta. Sì, proprio così. Meglio un danno minore ad uno molto più grave.

Quindi, qual è il primo segnale di uscita dal mercato, volendo fare i pessimisti?

Sicuramente tutto quello che ci può indurre a pensare che vi sia un’inversione di rotta. Se si è già verificata e non l’avevamo prevista: pazienza, si esce prima.

Le barre Doji sono un utile aiuto per evitare tale inconveniente, salvo che non precedano semplicemente una fase di congestione del mercato, in cui non si riesce a capire chi prevalga tra compratori e venditori.

Come funzionano le barre Doji?

Le barre Doji sono semplici da spiegare, in quanto non misurano altro che una semplice distanza tra prezzo di apertura e prezzo di chiusura, ovvero tra un minimo o un massimo di negoziazione.

Quanto più alta è la volatilità (tendenza oscillatoria dei prezzi con acuirsi della distanza tra prezzo minimo e prezzo massimo), tanto più le barre Doji assumono una forma più allungata.

Quindi, come utilizzare le barre Doji, dopo averle costruite, sulla base dei dati rilevati volta per volta o delle stime attese dei prezzi? Semplicemente, per individuare i punti giusti per piazzare gli stop loss, un po’ più su (inversione di tendenza, rispetto alle previsioni shortiste o ribassiste) o giù (inversione di tendenza, rispetto alle previsioni rialziste) delle barre Doji.

Un utile strumento di supporto per programmare l’uscita dal mercato, se il broker lo permette. Alcune piattaforme, infatti, pongono degli stop-loss automatici mentre altre consentono di personalizzarli.

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